In Brasile la Conf Cup diventa il palco della protesta 


La Confederations Cup, Copa das Confederaš§es nell'idioma locale, doveva essere per il Brasile il preludio alla grande festa che aspetta tutto il mondo da qui a un anno, quando il Mondiale 2014 darÓ il calcio d'inizio nel paese che per tutti noi Ŕ il simbolo di quello sport.

"La Coppa torna a casa", titolavano i giornali all'indomani dell'assegnazione al Brasile dell''organizzazione della Coppa del Mondo Fifa 2014, un'allusione che non si riferiva tanto all'edizione 1950, svoltasi effettivamente nel paese verdeoro, ma che tutti preferiscono dimenticare, visto il suo esito infausto per i padroni di casa, bensý alle cinque coppe che la Selešao si sarebbe aggiudicata in seguito. Tre con PelÚ (le prime due in coautoria con Garrincha, non scordiamolo), una con la coppia Bebeto-Romario, l'ultima in Giappone con Ronaldo.

Poi, negli ultimi mesi, Ŕ successo qualcosa. L'economia che rallenta, l'inflazione che rialza la testa, la moneta che perde posizioni contro il dollaro, la vita quotidiana che - nonostante le mirabolanti promesse degli anni scorsi - continua dura e faticosa come sempre, per milioni di appartenenti alle classi medio basse, condannati a un pendolarismo eroico, fino a quattro ore al giorno per attraversare metropoli congestionate a bordo di mezzi obsoleti e superaffollati.

Ecco che allora le spese per impianti sportivi faraonici non appaiono pi¨ come il viatico alla consacrazione intenrnazionale del paese, ma un intollerabile spreco che sottrae risorse alle proprie necessitÓ quotidiane, come appunto i trasporti pubblici che non solo continuano a essere scadenti, ma anzi al tempo stesso rincarano.

Il resto Ŕ storia di questi giorni. Approfittando della visibilitÓ offerta dalla Confederations Cup, i manifestanti si danno quotidianamente appuntamento fuori degli stadi dove si svolge la "festa", a rimarcare l'alteritÓ tra una celebrazione riservata a pochi (carissimi biglietti di ingresso, come bibite e snack venduti negli stadi) e la durezza della vita quotidiana dei meno fortunati. Incidenti si sono svolti sia prima della gara d'apertura, tra Brasile e Giappone a Brasilia, sia prima del match d'esordio degli azzurri, quello contro il Messico al MaracanŃ.

Innescati da rincari evidenti ma non drammatici (da 3 a 3,20 reais il riaggiustamento annunciato a San Paolo, in linea con tante altre capitali), il movimento di protesta dilaga e si rafforza, la reazione sproporzionata della polizia getta benzina sul fuoco, le immagini dei manifestanti feriti radicalizzano gli animi, come le notizie dei giornalisti aggrediti e arrestati.

Ora il movimento si allarga e si organizza, i gruppi sorti spontaneamente si coordinano con l'ausilio di web e social network creando reti di aiuto ai manifestanti, trovano sponde politiche, acquistano visibilitÓ nel paese e oltre.

Dilma Rousseff, fischiata durante il discorso di inaugurazione sabato sera allo stadio ManÚ Garrincha di Brasilia, certo immaginava un esordio diverso.

Sbaglia per˛ chi dipinge un futuro a tinte fosche per il Brasile, cosý come sbagliava chi - fino a pochi mesi fa - profetizzava una marcia trionfale verso traguardi sempre pi¨ luminosi. Congiuntura e ciclo economico esistono per tutti, e i problemi secolari del paese non sono spariti, non spariranno con un tocco di bacchetta magica. E tuttavia, come diceva Mao, per restare in ambito BRIC, ogni lungo viaggio inizia con un piccolo passo.
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Arsenal: Just a song and dance? Or behaviour modification 


The deal on Robin Van Persie is that Sir Alex went public to pressurize Arsenal on loosening their grip on the striker for a cheaper price. RVP has not been an easy sell and there is a growing belief in certain camps that he maybe persuaded to stay on. His logic of a club without ambition was pre-empted to a certain degree with the influx of quality signings made.

The more intriguing development is Alex Song now exploring his id and weighing transfer options, possibly to Barcelona. Naturally, with all the talk of Nuri Sahin coming on a loan transfer from Real, the first instinct is he a replacement for Song?

Sahin's background is that he did not get enough playing time at Real after he failed to impress Jose Mourinho and grew increasingly disgruntled sitting on the bench. He will expect to be playing significant minutes at the Emirates. Is this at the cost of Song? Last season Song discovered his creative instincts as he became Arsenal's most incisive passer. But he was guilty of trying it too often and also neglecting his chief job description, protecting a vulnerable back line.

Song has not had competition for his position in a long time. Denilson was no match, Abou Diaby has been too injured, and Emmanuel Frimpong is still a few seasons away from being the answer. In this context, Sahin, a more traditional midfielder should be seen not as a replacement but as challenging Song, reining in his ambitious forays up front and his tardy responses going back.

These were especially noticeable when Mikel Arteta was out and Arsenal went into a swoon giving up some cheap goals. Besides, if Sahin is a direct replacement for Song that would be too many new players untested in the Premiership holding key roles. There are various ways of bringing good healthy pressure on a player and Wenger is not going to give up on one of his success stories on a problem that can be easily solved. Sahin's rumoured transfer should be seen as a complementary move.
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